Pubblicato: 07.11.2016

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Pietra artificiale di plastica rinvenuta alle Hawaii

La plastica potrebbe rimanere sul nostro pianeta molto più a lungo di quanto pensiamo. Oltre ai rifiuti di plastica già rinvenuti intrappolati nei ghiacci artici e alle tonnellate di rifiuti sepolti nel terreno, una parte dei rifiuti di plastica si trasforma in pietra. Per la precisione, pietre artificiali.

Gli scienziati ne hanno scoperte alcune sulle spiagge dell’arcipelago delle Hawaii. Si tratta di pietre composte da plastica, rocce vulcaniche, sabbia, gusci di crostacei e coralli. Il geologo Douglas Jerolmack dell’Università della Pennsylvania è affascinato da questa scoperta. E afferma:

“Se questi oggetti dovessero conservarsi (nel corso dei secoli), costituirebbero un meraviglioso indicatore a livello mondiale dell’epoca in cui gli esseri umani vivevano e dominavano, lasciando ovunque dietro di sé enormi quantità di rifiuti.”

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Molto probabilmente queste pietre artificiali si sono formate a seguito della fusione della plastica nei falò accesi dalle persone sulle spiagge.

È questa l’opinione della geologa Patricia Corcoran e di Charles Moore, oceanografo e capitano della nave da ricerca Alguita. Queste pietre, chiamate plastiglomerati, si trovano più spesso proprio sulle spiagge e nelle zone di attività vulcanica. Il processo di formazione delle pietre artificiali consiste nel legame, da parte della plastica liquida surriscaldata, di pietre naturali, sabbia e coralli.

Patricia Corcoran afferma che in alcune pietre si possono ancora riconoscere forme quali spazzolini da denti, forchette, cordicelle ecc. Quando una di queste pietre diventa sufficientemente pesante, è molto probabile che affondi sul fondo e venga ricoperta da altro materiale roccioso, conservando così la pietra artificiale per secoli. https://www.science.org/content/article/rocks-made-plastic-found-hawaiian-beach

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